Theory and History of Ontology

by Raul Corazzon | e-mail: rc@ontology.co

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Boezio: traduzioni italiane e bibliografia degli studi sulla sua filosofia

TRADUZIONI

  1. Boezio. 1969. Trattato sulla divisione. Padova: Liviana.

    Testo latino e traduzione italiana con commento di Lorenzo Pozzi.

    Indice: Avvertenza V; Introduzione 1; Nota bibliografica 17, Trattato sulla divisione 19; Appendice: Anitii Manlii Severini Boethi - De Divisione 105; Indice analitico 131-136.

    "La traduzione è stata condotta sull'edizione di Venezia (sull'esemplare appartenente alla Biblioteca Palatina di Parma), che viene riportata in Appendice nel testo latino diviso in paragrafi per comodità di lettura e di commento. Un controllo eseguito sul Manoscritto conservato nella Biblioteca Antoniana di Padova (Scaff. XXII, 553, ff. 55r-68v) ha permesso di convalidare l'opinione corrente circa la superiorità dell'edizione di Venezia su quella di Basilea riprodotta dal Migne. Le poche varianti tratte dal manoscritto che miglioravano la stampa dell'incunabolo veneziano sono state direttamente introdotte nel testo, dandosene notizia in nota." (Avvertenza)

    "La divisione, già fin dai tempi di Cicerone, era considerata una parte essenziale della logica, infatti nel De finibus bonorum et malorum (7) viene criticato Epicuro per non avere una logica: Iam in altera philosophiae parte, quae est quaerendi oc disserendi, quae λογική dicitur, iste vester piane, ut mihi quidem videtur, inermis ac nudus est. Tollit definitiones; nihil de dividendo ac partiendo docet; non, quomodo efficiatur concludatur que ratio, tradii; non, qua via captiosa solvantur, ambigua distinguantur, ostendit. Dal che si vede che vengono elencate queste quattro parti della logica e cioè la definizione, la divisione, il sillogismo o ragionamento, il sofisma o falso ragionamento.

    Boezio, per quel che concerne la divisione, conosceva tre concezioni e cioè la platonica, l’aristotelica e la stoica, per cui è necessario accennare brevemente a tutte e tre.

    Per Platone la divisione è il metodo che permette di costruire una corretta definizione ed è il secondo momento della dialettica. Il primo momento consiste nel ricondurre ciò che si deve definire ad un’idea, che, per la sua estensione, sia capace di includerlo totalmente.

    (...)

    Aristotele, negli Analitici Primi (14), critica la divisione platonica, che è per lui «un sillogismo impotente», in quanto a) chiede che sia concesso ciò che deve dimostrare e b) conclude sempre con un predicato superiore a ciò che deve essere provato. Aristotele considera il sillogismo nella sua funzione dimostrativa e perciò richiede che in esso il termine medio debba avere un’estensione minore dell’estremo maggiore ed un’estensione maggiore dell’estremo minore. Si considera evidentemente un sillogismo che concluda universalmente ed affermativamente, cioè della prima figura in cui il termine medio è il soggetto della premessa maggiore ed il predicato della premessa minore.

    (...)

    Nella dottrina stoica abbiamo una rivalutazione della divisione, rivalutazione che segue quella della dialettica. Gli Stoici definiscono la dialettica «la scienza di discutere rettamente su argomenti, per domanda e risposta» (18). Per questo si può affermare una certa dipendenza della concezione stoica dalla dottrina aristotelica, infatti anche per gli Stoici la dialettica si riferisce al dialogo e, punto essenziale, non ha riferimento all’essere, di cui non può produrre scienza.

    (...)

    Il trattato di Boezio è un’originale sintesi delle tre concezioni sopra esposte. (...)

    Il trattato ha come punto di partenza lo stesso nome « divisione » e l’elenco delle diverse cose da esso significate. Scopo del trattato è infatti quello di indicare le proprietà di ciascuna divisione e le reciproche differenze. Egli innanzitutto distingue le divisioni secundum se da quelle secundum accidens: mentre nelle prime sono sostanze sia il dividendo che i divisi, nelle seconde o il dividendo o i divisi o entrambi sono accidenti. Sono divisioni secundum se quelle del genere nelle specie, del tutto nelle parti, e della voce nelle significazioni. Sono divisioni secundum accidens quelle del soggetto negli accidenti, dell’accidente nei soggetti e dell’accidente negli accidenti. Queste distinzioni hanno la funzione di evidenziare la divisione del genere nelle specie, che è la vera divisione logica, quella che permette di giungere alla definizione essenziale: motivo conduttore di tutto il trattato è la continua preoccupazione di distinguere la divisione del genere nelle specie dalle altre divisioni." (pp. 5-10)

    (7) Libro I, cap. VII (22).

    (14) An. Pr. I 46a 31 ss.

    (18) Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, a cura di M. Gigante, Bari 1962, Libro VIII, cap. I (Zenone), 42.

  2. ———. 1969. De hypotheticis syllogismis. Brescia: Paideia.

    Testo latino, traduzione italiana e commento di Luca Obertello.

  3. Magnano, Fiorella. 2014. Il De topicis differentiis di Severino Boezio. Palermo: Officina di studi Medievali.

    Prefazione di Luca Obertello.

  4. Boezio. 1990. De institutione musica. Roma: Istituto italiano per la storia della musica.

    Traduzione di Giovanni Marzi.

  5. ———. 1979. La consolazione della filosofia - Gli opuscoli teologici. Milano: Rusconi.

    A cura di Luca Obertello.

  6. ———. 2010. La consolazione di Filosofia. Torino: Einaudi.

    Testo latino a fronte.

    A cura di Maria Bettetini, traduzione di Barbara Chitussi, note di Giovanni Catapano.

BIBLIOGRAFIA

  1. Adamo, Luigi. 1967. "Boezio e Mario Vittorino traduttori e interpreti dell’ Isagoge di Porfirio." Rivista critica di Storia della Filosofia no. 22:141-164.

  2. Belli, Margherita. 2008. "Polisemia di 'essentia' in Severino Boezio ed in alcuni suoi commentatori medievali." Bulletin Du Cange no. 66:213-236.

  3. ———. 2012. Il centro e la circonferenza. Fortuna del De consolatione philosophiae di Boezio tra Valla e Leibniz. Firenze: Olschki.

  4. Bernhard, Michael. 2007. "Il De institutione musica di Boezio nell'alto Medioevo." In Harmonia Mundi. Musica Mondana e Musica Celeste fra Antichità e Medioevo, edited by Cristiani, Marta, Panti, Cecilia and Perillo, Graziano, 77-93. Firenze: SISMEL, Edizioni del Galluzzo.

  5. Brock, Stephen L. 2007. "La "conciliazione" di Platone e Aristotele riguardo alla partecipazione nell'essere. Osservazioni sul commento di Tommaso d'Aquino al De hebdomadibus di Boezio." Acta Philosophica.Rivista Internazionale di Filosofia no. 14.

    Sommario: 1. Il progetto boeziano e il commento di Tommaso al De hebdomadibus. 2. La questione dell'essere boeziano e tommasiano. 3. La partecipazione. 4. Ci può essere partecipazione con o senza Idee platoniche. 5. L'essere stesso partecipa ad una causa. 6. L'essere non si partecipa come un genere e comunque inerisce alle cose. 7. L'essere si partecipa secondo le categorie e l'essere simpliciter è l'essere sostanziale. 8. L'essere partecipato appartiene per sè. 9. Conclusione.

    Abstract: Several features of St Thomas's commentary on the De hebdomadibus suggest that he was taking quite seriously Boethius's view concerning the fundamental harmony between the philosophies of Plato and Aristotle. The paper focuses on the commentary's treatment of the doctrine of participation in being (esse). There are several places where St Thomas seems to be working quietly to bring the doctrine in line with Aristotelian ontology. These have a bearing on the much disputed question of the relation between St. Thomas and Boethius on the distinction between esse and id quod est.

  6. Chadwick, Henry. 1986. Boezio. La consolazione della musica, della logica, della teologia e della filosofia. Bologna: Il Mulino.

    Indice: Prefazione 7; Introduzione 9: I. Rmani e Goti 17; II. Le arti liberali nello sfacelo della cultura 99; III. La logica 147; IV. la teologia cristian e i folosofi 227; V. Il male, la libertà e la provvidenza; Appendice: Tavola cronologica 321; La conservazione e la trasmissione degli scritti di Boezio 323; Bibliografia 335.

  7. Conti, Alessandro D. 1983. "La teoria degli ad aliquid di Boezio: osservazioni sulla terminologia." In Atti del convegno internazionale di storia della logica, edited by Abrusci, Michele, Casari, Ettore and Mugnai, Massimo, 247-252. Bologna: CLUEB.

  8. ———. 2001. "Boezio commentatore e interprete delle Categorie di Aristotele." In Scritti in onore di Girolamo Arnaldi: offerti dalla Scuola nazionale di studi medioevali edited by Degrandi, Andrea, 77-102. Roma: Istituto storico italiano per il Medio Evo.

  9. Crocco, Antonio. 1970. Introduzione a Boezio. Napoli: Liguori.

  10. di Mieri, Fernando. 1984. "Il De institutione arithmetica di Severino Boezio." Sapienza:179-202.

  11. D'Onofrio, Giulio. 1986. Fons scientiae. La dialettica nell'Occidente tardo-antico. Napoli: Liguori.

    Indice: Introduzione XIII; Avvertenza XXIII; Abbreviazioni XXIV-XXVI;

    Parte prima: Ars artium et disciplina disciplinarum. Il metodo della scienza nelle fonti della dialettica tardo-antica.

    I: Il corpus dialecticum tardo-antico (IV-IX see. d.C.) 3; II: La dialettica e le sue normae: Marziano Capella ed il De dialectica attribuito ad Agostino 23; III: La disciplina disciplinarum nei dialoghi filosofici di Agostino 37; IV: Dialettica e filosofia nei compendi dell’insegnamento tardo-antico: Cassiodoro e Isidoro 57; V: Nuovi elementi nella sistemazione tardo-romana della dialettica: le definizioni e i topica 79; VI: La fondazione dialettica della scienza in Boezio 99; VII: .Dialettica e scienza secondo Boezio: il sapere matematico ed il sapere teologico 125;

    Parte seconda: Dialectica disciplina. Le regole dialettiche per la costruzione della scienza.

    I: De loquendo: la dottrina del significato 159; II: De eloquendo: il discorso 195; III: De proloquendo: la formulazione del vero e la sua distinzione dal falso 207; IV: De proloquiorum summa: le forme della dimostrazione 219; V: La dialettica verso il fondamento noetico della scienza 257;

    Parte terza: Disputandi disciplina, quae est veritas. Un esempio altomedievale di applicazione degli insegnamenti dialettici: il De divina praedestìnatione liber di Giovanni Scoto Eriugena 275; Conclusione: Probabilis scientia. Dialettica e scienza cristiana 321;

    Indice degli Autori e opere 331; Indice dei termini e cose notevoli 335; Indice dei nomi 345-346.

  12. ———. 1997. "Boezio e l'essenza del tempo." In Il tempo in questione. Paradigmi della temporalità nel pensiero occidentale, edited by Ruggiu, Luigi, 119-129. Milano: Guerini e Associati.

  13. ———. 2001. "La scala ricamata. La Philosophiae Divisio di Severino Boezio, tra essere e conoscere." In La divisione della filosofia e le sue ragioni. Lettura di testi medievali (VI-XIII secolo). Atti del Settimo Convegno della Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale: Assisi, 14-15 Novembre 1997, 11-64. Roma: Avagliano.

  14. ———. 2005. "Boezio filosofo." In Boèce ou la chaîne des savoirs, edited by Galonnier, Alain, 381-420. Louvain-la-Neuve: Peeters.

  15. Giacone, Roberto. 1974. "Arti liberali e classificazione delle scienze. L'esempio di Boezio e Cassiodoro." Aevum no. 48:58-72.

  16. Guzzo, Augusto. 1934. L’ «Isagoge» di Porfirio e i commenti di Boezio. Torino: L'Erma.

    Ristampato in A. Guzzo, Concetto e saggi di storia della filosofia, Firenze: Le Monnier 1940, pp. 6-90.

  17. Lluch-Baixauli, Miguel. 1997. Boezio. La ragione teologica. Milano: Jaca Book.

  18. Lorenzetti, Eleonora. 2013. "Parole, concetti, cose: alcune teorie semantiche tra Severino Boezio e Pietro Abelardo." In Medioevo e filosofia: per Alfonso Maierù, edited by Lenzi, Massimiliano, Musatti, Cesare A. and Valente, Luisa, 55-86. Roma.

  19. Magnano, Fiorella. 2007. "Essere ed esistenza nel pensiero di Severino Boezio." Aquinas no. 50:83-105.

  20. Magrini, Sabina. 2008. "Programmi e manuali di « Logica antiqua » a confronto tra i secoli XII e XV." Segno & Testo no. 6:295-336.

  21. Maioli, Bruno. 1978. Teoria dell'essere e dell'esistente e classificazione delle scienze in M. S. Boezio. Roma: Bulzoni.

  22. Massera, Giuseppe. 1976. Severino Boezio e la scienza armonica tra l’antichità e il medio evo. Parma: Studium Parmense.

  23. Matino, Giuseppina. 1995. "Nota alla traduzione dell' Organon aristotelico fatta da Severino Boezio." Cuadernos de Filología Clásica.Estudios Latinos no. 8:171-180.

    "Lungi dal purismo classicista della Consolatio, la traduzione di Boezio è caratterizzata dalla frantumazione della compattezza dell'ordine classico delle parole mediante la frequente introduzione di moduli espressivi estranei alla tradizione latina, dal conio di calchi linguistici e semantici e dall'accetttazione di sintagmi propri del latino tardo. In questo modo Boezio cerca di risolvere i molti problemi di ordine esegetico, sintattico, di interpretazione ed espressione lessicale presenti nell'Organon aristotelico e spera di contribuire al progresso della letteratura latina."

  24. Micaelli, Claudio. 1981. "Teologia e filosofia nel "Contra Eutychen et Nestorium" di Boezio." Studi classici e orientali no. 31:177-200.

  25. ———. 1981. ""Natura" e "persona" nel "Contra Eutychen et Nestorium" di Boezio. Osservazioni su alcuni problemi filosofici e linguistici." In Congresso Internazionale di Studi Boeziani (Pavia, 5-8 ottobre 1980): atti, 327-336. Roma: Herder.

  26. ———. 1988. Studi sui trattati teologici di Boezio. Napoli: D'Auria.

    Indice. Abbreviazioni bibliografiche 5; 1. Nuove ricerche sul De fide catholica attribuito a Boezio 7; 2. La cristologia del Contra Eutychen et Nestorium 43; 3. Forma, substantia e relatio in Dio. Problemi ontologici del De Trinitate e del De hebdomadibus 99; Indice di nomi e cose notevoli 127; Indice degli autori moderni 130.

  27. ———. 1995. Dio nel pensiero di Boezio. Napoli: D'Auria.

  28. ———. 2003. "Il De hebdomadibus di Boezio nel panorama del pensieo tardo-antico." In Boèce ou la chaîne des savoirs, edited by Galonnier, Alain, 33-53. Louvain-la-Neuve: Peeters.

    "L’opuscolo teologico dal titolo Quomodo substantiae bonae sint in eo quod sint, cum non sint substantialia bona, comunemente indicato con il titolo abbreviate De hebdomadibus, è stato spesso oggetto di studio soprattutto in relazione al grande influsso ehe esso ha esercitato sul pensiero medievale, al punto che Gangolf Schrimpf ha potuto definire questo trattato, non a torto, come ‘Lehrbuch des Mittelalters’. (1)" (p. 33)

    (...)

    "...ma il più importante tentativo di inquadrare l’opuscolo teologico nell’ambito della tradizione filosofica tardo-antica è stato, senza dubbio, quello intrapreso da P. Hadot, il quale, concentrando la propria attenzione sulla celeberrima formula forma essendi, ha ipotizzato delle affinità tra la concezione boeziana dell’essere e quella di Porfirio, estendendo così i confini di un rapporto fino a quel momento delimitato agli scritti di logica. (5) Del contributo di Hadot vogliamo riprendere, allargandolo ad una prospettiva più ampia, il metodo di indagine, basato sulla ricerca di un equilibrio tra ‘interprétation philologique’ e ‘interprétation philosophique’, per esprimerci con le parole dello studioso: non partiremo, dunque, dall’esame di una singola affermazione, ma cercheremo di individuare i nuclei concettuali che costituiscono, per così dire, l’impalcatura di tutta l’opera. Le direttrici fondamentali della nostra ricerca saranno, pertanto, le seguenti : 1) la dottrina boeziana circa l’essere; 2) i concetti di somiglianza e partecipazione; 3) l’identità tra essere e agire di Dio. Nell’approfondimento di queste tematiche cercheremo anche di mettere in luce gli eventuali rapporti del De hebdomadibus con problemi di ordine non solo filosofico, ma concernenti anche aspetti del dogma cristiano." (pp. 33-34)

    (...)

    "A conclusione di questa nostra disamina, necessariamente breve ma, nel contempo, aperta ad una molteplicità di problematiche, abbiamo ancora una volta chiara, davanti ai nostri occhi, quella che ci pare una delle caratteristiche principali del filosofo romano, vale a dire una originalità di pensiero che non esclude l’apporto delle più varie tradizioni, dalle quali Boezio sa ricavare, con acume e senso critico, ciò che più si adatta alla soluzione dei problemi da lui affrontati: ciò che ne risulta non è un disomogeneo eclettismo, ma una costruzione speculativa che, pur con i limiti e le aporie da noi messi in luce, è dotata di una sua intrinseca coerenza. Si farebbe un torto a Boezio analizzando il suo pensiero con la pretesa di ‘quantificare’ le percentuali di platonismo e di aristotelismo in esso presenti: il De hebdomadibus è da ritenersi, a buon diritto, un trattato teologico, anche se non vi compaiono espliciti riferimenti a tematiche cristiane, perché nell’orizzonte culturale di Boezio, come abbiamo avuto modo di ribadire in altri nostri contributi, non esistono rigide separazioni tra la filosofia e la teologia, accomunate, per così dire, dal fatto di avere, come supremo oggetto della conoscenza, Dio e la sua relazione con il mondo. Di questa relazione l’opuscolo teologico indaga il fondamento ontologico, chiedendosi in quale modo le cose, pur non essendo Dio, abbiano la bontà come caratteristica costitutiva del proprio essere. Speriamo di aver contribuito, almeno in parte, ad una più precisa collocazione di quest’opera nel panorama filosofico del tardo-antico.£ (pp. 52-53)

    (1) Cf. G. Schrimpf, Die Axiomenschrift des Boethius (De hebdomadibus) als philosophisches Lehrbuch des Mittelalters, Leiden, 1966. Il termine Axiomenschrift, impiegato dallo studioso, è indicativo di un’altra diffusa tendenza esegetica, per la quale l’attenzione degli interpreti si è spesso soffermata sui singoli enunciati assiomatici ehe costituiscono la premessa del trattato, senza considerarli nel contesto generale dell’opera.

    (5) Cf. P. Hadot, “La distinction de Tètre et de Tétant dans le De Hebdomadibus de Boèce”, in Miscellanea Mediaevalia, vol. II, p. 147-153, Berlin 1963; “Forma essendi: interprétation philologique et interprétation philosophique d’une formule de Boèce”, Les Études Classiques, 38, 1970, p. 143-156.

  29. Mignucci, Mario. 1987. "Boezio e il problema dei futuri contingenti." Medioevo.Rivista di Storia della Filosofia Medievale no. 12:1-50.

  30. Minio-Paluello, Lorenzo. 1958. "I Topici del X–XI secolo, due fogli del testo perduto della redazione boeziana definitiva. Altri frammenti dai libri I–IV e VIII della medesima

    redazione. Nota X." Rivista di filosofia neoscolastica no. 50:97-116.

  31. ———. 1958. "Le due redazione boeziane (carnutense e fiorentina) e la contaminazione vulgata (ambrosiana) dei Primi Analitici." Rivista di filosofia neoscolastica no. 50:212-218.

  32. ———. 1962. "Note sull’Aristotele latino medievale. XV. Dalle Categoriae Decem pseudo–Agostiniane (Temistiane) al testo vulgato aristotelico boeziano." Rivista di filosofia neoscolastica no. 54:137-147.

    Ristampato in L. Minio-Paluello, Opuscula. The Latin Aristotle, Amsterdam: Hakkert, 1972, pp. 448-458.

  33. ———. 1972. "Nuovi impulsi allo studio della logica: la seconda fase della riscoperta di Aristotele e di Boezio." In La scuola nell'Occidente latino dell'alto Medioevo. Settimane di studio del Centro italiano di studi sull'alto Medioevo, 15-21 aprile 1971, 743-766. Spoleto: Centro italiano di studi sull'alto Medioevo.

  34. Moreschini, Claudio. 1981. "Boezio e la tradizione del Neoplatonismo latino." In Congresso Internazionale di Studi Boeziani (Pavia, 5-8 ottobre 1980): atti, edited by Obertello, Luca, 297-310. Roma: Editrice Herder.

  35. Nasti de Vincentis, Mauro. 1998. "La validità del condizionale crisippeo in Sesto Empirico e Boezio (Parte I)." Dianoia no. 3:45-75.

  36. ———. 1999. "La validità del condizionale crisippeo in Sesto Empirico e Boezio (Parte II)." Dianoia no. 4:11-43.

  37. ———. 2002. Logiche della connessività. Fra logica moderna e storia della logica antica. Bern: Haupt.

    Indice: Premessa 7; Introduzione 11; 1. L'interpretazione classica e le sue varianti 39; 2. La pars destruens: le difficoltà dell'interpretazione classica 69; 3. La pars construens: verso una nuova interpretazione 95; 4. Obbiezioni, risposte e conferme 123; 5. Implicazione crisippea e implicazione boeziana 151; 6. Considerazioni conclusive e problemi aperti 173; Appendice: La dottina boeziana della repugnantia - Scelta di testi 193; Riferimenti bibiografici 231-232.

  38. ———. 2006. " Boethiana. La logica stoica nelle testimonianze di Boezio: nuovi strumenti di ricerca." Elenchos no. 27:377-407.

  39. Obertello, Luca. 1971. "Boezio, le scienze del quadrivio e la cultura medievale." Atti dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere no. 28:152-170.

    Ristampato in L. Obertello, Boezio e dintorni, pp. 157-177.

  40. ———. 1974. Severino Boezio. Genova: Accademia Ligure di Scienze e Lettere.

    Vol. I: La vita; Vol. II: Bibliografia boeziana. Bibliografia generale.

  41. ———, ed. 1981. Congresso Internazionale di Studi Boeziani (Pavia, 5-8 ottobre 1980): atti. Roma: Editrice Herder.

    Indice: Luca Obertello, Giovanni Scanavino: Premessa 9;

    Relazioni. I. Boezio e la teologia

    A. Trapè: Boezio teologo e S. Agostino 15; C. J. Starnes: Boethius and the Development of Christian Humanism: the Theology of the Consolatio 27;

    II. Boezio e Pavia

    F. Gianani: « In agro Calventiano »: il luogo del supplizio di Boezio 41; C. Morton: Boethius in Pavia: the Tradition and the Scholars 49; L. Obertello: La morte di Boezio e la verità storica 59;

    III. Boezio e la storia

    L. Cracco Ruggini: Nobiltà romana e potere nell’età di Boezio 73; E. Demougeot: La carrière politique de Boèce 97; C. Leonardi: La controversia trinitaria nell'epoca e nell’opera di Boezio 109; G. Zecchini: La politica degli Anicii nel V secolo 123;

    IV. Boezio e la filosofia

    L. M. De Rijk: Boèce logicien et philosophe: ses positions sémantiques et sa métaphysique de l’être 141; L. Obertello: L’universo boeziano 157; J. J. E. Gracia: Boethius and the Problem of Individuation in the Commentaries on the « Isagoge » 169; A. Ghisalberti: L’ascesa a Dio nel III libro della Consolatio 183;

    V. Boezio e la tradizione classica

    C. J. De Vogel: Boèce, Consol. II m. 8: amour grec ou amour chrétien? 193; F. Della Corte: Boezio e il principio di Archimede 201; U. Pizzani: Il quadrivium boeziano e i suoi problemi 211; A. Quacquarelli: Spigolature boeziane 227;

    VI. Boezio e il Medioevo

    E. Stump: Boethius’ Theory of Topics and its Place in Early Scholastic Logic 249; M. Masi: Boethius’ De institutione arithmetica in the Context of Medieval Mathematics 263; F. Bertini: Boezio e Massimiano 273;

    Comunicazioni

    B. S. Bubacz: Boethius and Augustine on Knowledge of the Physical World 287; C. Moreschini: Boezio e la tradizione del Neoplatonismo latino 297; A. M. Crabbe: Anamnesis and Mythology in the De consolatione philosophiae 311; C. Micaelli: « Natura » e « persona » nel Contra Eutychen et Nestorium di Boezio: osservazioni su alcuni problemi filosofici e linguistici 327; F. Lucidi: A proposito di Cons. I, II, 6-12: una nuova testimonianza sul de institutione astronomica di Boezio? 337; G. d’Onofrio: Agli inizi della diffusione della Consolatio e degli Opuscula sacra nella scuola tardo-carolingia: Giovanni Scoto e Remigio di Auxerre 343; L. Mauro: Il problema del fato in Boezio e S. Tommaso 355; W. J. Hankey: The De Trinitate of St. Boethius and the Structure of the Summa theologiae of St. Thomas Aquinas 367;

    Tabula Auctorum 377.

  42. ———. 1983. "Boezio e il neoplatonismo cristiano. Gli orientamenti attuali della critica." Cultura e Scuola no. 22:95-103.

  43. ———. 1989. Boezio e dintorni. Ricerche sulla cultura altomedievale. Firenze: Nardini.

    Indice: Prefazione; Creazione e redenzione nel pensiero di Agostino 13; L'universo boeziano 41; Proclo, Ammonio di Ermia e Boezio sulla conoscenza divina 67; Motivi dell'estetica di Boezio 125; Boezio, le scienze del quadrivio e la cultura medievale 157; Boezio, Garlando Compotista, Abelardo e la sillogistica ipotetica nel Medioevo 178; Indice dei nomi 201; Indice di concetti 203.

  44. Pagallo, Giulio. 1958. "Per una edizione critica del "De hypotheticis syllogismis" di Boezio." Italia Medioevale e umanistica no. 1:69-104.

  45. Paolucci, Paola. 2005. "Boezio traduttore di Nicomaco nel De institutione arithmetica." Athenaeum no. 93:227-242.

  46. Pecere, Oronzo. 2014. "Cassiodoro e la protostoria di un corpus di scritti di Boezio." Segno e Testo no. 12:149-222.

    "Il cod. A (Orléans, Bibliothèque municipale 267 + Paris, BNF, Nouv. acq. lat. 1611, 10° s.), allestito nell’abbazia benedettina di Fleury, trasmette integralmente un indice delle opere di Boezio contenute nel manoscritto; tale elenco costituisce una prova del fatto che già nell’antichità i testi del filosofo erano organizzati in un corpus, un’unità libraria a sè stante. Il riesame codicologico e paleografico del codice consente di identificare in Cassiodoro sia l’autore di una sottoscrizione tramandata a f. 51r di Aβ, sia il possessore nonché il revisore di un esemplare tardoantico del corpus usato nel monastero di Vivarium, copia del cosiddetto « codex Renati » (entrambi databili alla prima metà del 6° s.)."

  47. Petretto, Maria Alessandra. 2003. "Per uno studio sul lessico latino della Harmonica Disciplina." Sandalion no. 23-25:65-93.

  48. Pieri, Silvia. 1998. "Tra matematica e filosofia: il De institutione arithmetica di Boezio." Koinonia no. 22:91-125.

  49. Pinzani, Roberto. 1981-82. "Per una lettura del De hypotheticis syllogismis di Boezio." Annali di discipline filosofiche dell'Università di Bologna no. 3:69-79.

  50. ———. 2003. La logica di Boezio. Milano: Franco Angeli.

    Indice: Ringraziamenti 7; Introduzione 9; 1. Linguaggio e significati 13; 2. Predicazione e quantificazione 51; 3. Participatio terminorum 73; 4. La sillogistica categorica 112; 5. La sillogistica ipotetica 143; Appendice: la forma logica degli enunciati assertivi 176; Abbreviazione e bibliografia, 201.

  51. ———. 2008. "I commenti di Boezio a "Isagoge", 1, 9-13." Documenti e studi sulla tradizione filosofica medievale no. 19:53-87.

  52. ———. 2010. "Prove e sillogismi topici in Boezio." In Les lieux de l'argumentation. Histoire du syllogisme topique d'Aristote à Leibniz, edited by Biard, Joël and Mariani Zini, Fosca, 119-140. Turnhout: Brepols.

  53. Pizzani, Ubaldo. 1965. "Studi sulle fonti del De institutione musica di Boezio." Sacris erudiri no. 16:5-164.

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  57. Righi, Giulio. 1984. A. M. S. Boezio, «De syllogismo categorico». Studio sul I libro. Milano: Marzorati.

  58. Spinosa, Giacinta. 2008. ""Natura": la nascita dell'essenza. Boezio e l'"Atistoteles latinus"." In Natura: XII colloquio internazionale, Roma, 4 - 6 gennaio 2007, edited by Giovannozzi, Delfina and Veneziani, Marco, 83-114. Firenze: Olschki.

  59. Tarascio, Emanuela. 2000. "Aspetti del significato di topos da Boezio ad Abelardo." In Le parole per le parole. I logonimi nelle lingue e nel metalinguaggio. Atti del convegno, Napoli, Istituto Universitario Orientale, 18 - 20 dicembre 1997, edited by Vallini, Cristina, 147-164. Roma: Il Calamo.

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  67. ———. 2004. Cogitatio Mentis. L’eredità di Boezio nell’Alto Medioevo. Napoli: D'Auria.

    Indice: Sommario: Introduzione – I: L’edizione tardoantica della «Consolatio Philosophiae» ed i suoi riflessi altomedievali - Formato e rigatura - Le intitolazioni - Elementi cassiodoriani - Revisione di testi e continuità intellettuale a Vivarium - Marginalia – II: La fortuna della «Consolatio» tra IX e XII secolo - Boezio associato a Boezio - Magnificus Boethius - La «Consolatio» nella cultura monastica altomedievale - Philosophia probabilis scientia – III: I codici della «Consolatio» tra IX e XII secolo - Censimento dei codici - Elenco dei codici compresi nel censimento - Quadro riassuntivo del censimento – Appendice: Il ms. 271 della Biblioteca Municipale di Cambrai - Analisi codicologica - Analisi paleografica - Attribuzione ed analisi del commento - Il racconto della morte di Boezio - Mentis cogitatio: Un prologo di Boezio in un prologo a Boezio - Il manoscritto - Il prologo nel prologo - Summa fidei -La trasmissione delle Opere teologiche di Boezio - Vat. Reg. Lat. 1424, cc. 95r-96v - Frammenti cassiodoriani nelle note altomedievali alla Consolatio - Indice degli autori - Indice dei manoscritti - Indice dei nomi degli autori e personaggi antichi, dei copisti, dei possessori dei manoscritti - Indice delle opere citate con abbreviazione.

  68. ———. 2013. L'ombra di Boezio. Memoria e destino di un filosofo senza dogmi. Napoli: Liguori.

  69. Valente, Luisa. 2006. ""Ens, unum, bonum": elementi per una storia dei trascendentali in Boezio e nella tradizione boeziana del XII secolo." In "Ad Ingenii Acuitionem". Studies in honour of Alfonso Maierù, edited by Caroti, Stefano, Imbach, Ruedi, Kaluza, Zénon, Stabile, Giorgio and Sturlese, Loris, 483-546. Louvain-la-Neuve: Fédération Internationale des Instituts d'Études Médiévales.

  70. Zambon, Marco. 2003. "“Aristotelis Platonisque Sententias In Unam Revocare Concordiam”. Il progetto filosofico boeziano e le sue fonti." Medioevo.Rivista di Storia della Filosofia Medievale no. 28:17-49.

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